Quanto costa la realizzazione di un nuovo sito internet?

Quando si vuole creare una piattaforma online da zero, ovvero dal nulla, una delle domande maggiormente frequenti, nonché in grado di andare incontro e dare una risposta ai propri dubbi, consiste nel chiedersi quanto costa la realizzazione di un nuovo sito internet.
Vediamo ora quale risulta essere la risposta adatta a tale tipologia di quesito.

La partenza del sito web nuovo

Il capire il costo di un nuovo sito internet inizia col domandarsi quanto si vuole spendere per il dominio, ovvero lo spazio sul web che apparterà, solo ed esclusivamente, a quella persona che vuole costruire la sua piattaforma online.
Partendo da questo primo tipo di spesa, che determina anche come sarà strutturato al sito web, sarà possibile poter comprendere effettivamente quanto risulta essere costosa la realizzazione di una piattaforma che verrà poi inserita sul web ed in particolar modo nello spazio che viene acquistato da parte di quel cliente stesso.

La grandezza del sito web

Quanto costa la realizzazione di un nuovo sito web? Semplicemente bisognerà cercare di capire quanto grande sarà grande la piattaforma stessa, ovvero il numero di pagine e contenuti che saranno presenti all’interno del sito stesso.
Risulta essere importante cercare di stabilire, fin da subito, quanto si vuole sfruttare il sito stesso: un gruppo di pagine che risulta essere composto da una ventina di pagine, potrebbe avere un costo abbastanza elevato.
Bisogna sottolineare ovviamente che, per capire meglio il costo stesso, si deve prendere anche in considerazione pure il contenuto delle pagine, visto che esso viene prezzato da parte dell’agenzia di web design Milano che lo realizza.
Ciò per un semplice motivo: anche dietro ad un contenuto che risulta essere abbastanza semplice è frutto di un processo di studio che viene effettuato da parte dell’agenzia che procederà alla realizzazione del nuovo sito che verrà inserito online.
Questi due elementi risultano essere veramente semplici da analizzare e soprattutto è opportuno sottolineare che, ogni contenuto in lingua madre e tradotto, risulta essere caratterizzato da un prezzo particolare, il quale deve essere naturalmente analizzato.
I contenuti hanno quindi un costo: un sito web realizzato alla perfezione potrebbe venire a costare circa seimila euro totali, ma si parla di una piattaforma ottimizzata in maniera perfetta. Continue reading “Quanto costa la realizzazione di un nuovo sito internet?”

Come guadagnare soldi online: inizia oggi sul web

In questi anni di grave crisi economica che ha investito il nostro Paese e tutta l’Eurozona, la necessità di rimpinguare i propri bilanci con attività che portassero un beneficio economico si è fatta ancora più sentire. Spesso lo stipendio non basta per arrivare a fine mese e allora come fare? Non sempre si ha il tempo per cominciare un secondo lavoro magari alla sera perché gli impegni familiari incombono. Rivolgersi al mondo dello smart working può essere una grande idea. Ma di cosa si tratta? Per smart working si intende la pratica sempre più diffusa nei paesi europei del lavorare da casa, dal proprio PC. Proprio grazie al nostro PC possiamo accedere a buone opportunità per implementare il nostro reddito. In particolare nello sterminato e variegato mondi di internet si possono cogliere diverse occasioni di guadagno.

Quale tassazione viene applicata al lavoro svolto sul web:

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Il tema della tassazione è sempre spinoso per ogni cittadino. Basta tenere a mente due semplici regole. Per evitare di pagare l’IVA in modo legale bisogna essere “di fatto” dei collaboratori dei siti internet, ossia il compenso che viene ricavato non deve essere frutto di una prestazione lavorativa di carattere subordinato e quindi caratterizzata dai requisiti previsti dall’art. 2094 del codice civile. In secondo luogo è necessario che la somma dei compensi ricevuti in un anno non superi i 3000 euro di valore totale. Sopra tale soglia i compensi da voi percepiti verranno considerati a tutti gli effetti una fonte reddituale, quindi sarete obbligati ad adempiere agli oneri fiscali.

Quali attività sono più remunerative:

Senza dubbio le attività più remunerative sono quelle che hanno ad oggetto la compra vendita di beni. Siti internet come Ebay, Amazon o ancor più Kijiji offrono delle buone opportunità di guadagno mettendo attivamente in contatto domanda ed offerta. Vendere sul web tutti gli oggetti che non ci servono più o che riteniamo per noi obsoleti ed inutili può essere un ottimo escamotage per raggranellare un piccolo gruzzolo che potremo poi reinvestire a nostro piacimento.

I marketplace, la nuova frontiera del giornalismo non professionistico:

Altre interessanti alternative di guadagno possono essere quelle offerte dai marketplace, ossia siti internet che offrono a chi scrive delle Green piggy bank with clover and coin stacks
piccole remunerazioni per ogni “pezzo” che viene inviato alle redazioni. Tra i più noti ed affidabili marketplace in Italia troviamo Melascrivi ed O2O. Entrambi i siti internet garantiscono il pagamento puntuale tramite accredito o sul conto paypal o sul conto corrente bancario del credito guadagnato dall’utente. Questi siti però non garantiscono buone fonti di guadagno. Chi li utilizza è appassionato di scrittura e principalmente per questo motivo si rivolge dedica a questa attività di collaborazione.

Il gioco d’azzardo on line:

Prospettive di guadagno del tutto fortuite ma a volte interessanti possono essere offerti dai vari siti internet che si occupano di scommesse o gioco d’azzardo. Senza dubbio questi siti garantiscono un guadagno superiore rispetto ai marketplace precedentemente analizzati, ma a fronte di un rischio assolutamente maggiore per l’utente. Bisogna inoltre ricordare che il gioco genera dipendenza, se non viene “gestito” con la dovuta attenzione e perizia. Nel caso in cui la condizione di dipendenza patologica si dovesse presentare è necessario rivolgersi ad un medico per analizzare la situazione.

I 3 migliori gadget tecnologici del 2016

I gadget, in questo 2016, risultano essere assai tecnologici e ricchi di inventiva: ecco i tre migliori che, per quest’anno, saranno in grado di offrire un’esperienza unica ad ogni persona.

La vecchia Polaroid

Polaroid ZipIl 2016 si apre all’insegna dei gadget studiati appositamente per le fotografie: coloro che hanno una certa età sicuramente si ricorderanno le vecchie macchine fotografiche, come ad esempio la Polaroid, che permetteva di scattare una foto e di poterla stampare immediatamente.
Ebbene, il 2016 rappresenta l’anno del tuffo nel passato con tanto di tecnologia, grazie al gadget Polaroid Zip.

Si tratta di una mini stampante che potrà essere collegata, tramite Bluetooth, al proprio cellulare e che consente di poter stampare immediatamente le foto che vengono realizzate.

Grazie alla particolare carta, già ricca di inchiostro, la stampa avverrà senza dover comprare la cartuccia e senza dover sventolare la foto.
Quest’articolo verrà preso sicuramente in considerazione da coloro che sono dei veri e propri amanti delle foto e che adorano appendere i propri scatti e poterli toccare con mano.

Il metodo di sicurezza economico

Izon Monitor SystemColoro che temono che la propria casa possa essere oggetto ed interesse dei ladri, nel 2016 potranno essere sicuri di vedere quello che accade, all’interno della propria casa, senza alcun tipo di problema.

Ciò sarà possibile col gadget tecnologico che prende il nome di Izon Monitor System, ovvero una piccola videocamera che servirà per evitare che, pensieri del genere, possano sfiorare la mente di una persona.
Tale articolo potrà essere collegato alla rete wifi di casa propria e posizionato nella zona principale di essa.
Grazie alla telecamera, nonché all’applicazione che viene abbinata a tale oggetto, una persona potrà osservare, con grande attenzione, tutto quello che accade nella sua abitazione: collegandosi all’applicazione si avrà uno streaming diretto che riprodurrà le immagini che vengono catturate dalla suddetta telecamera.

In questo modo, con un costo molto contenuto, una persona potrà evitare di aver paura di uscire di casa, visto che la situazione potrà essere monitorata con grande attenzione e senza che vi siano delle conseguenze che risultano essere tutt’altro che piacevoli.

Un nuovo orologio intelligente

FitBitArriva anche il nuovo orologio veramente intelligente che risulta essere adatto a coloro che amano lo sport: si tratta del FitBit, il quale risulterà essere in grado di monitorare tutti i dati relativi ad una sessione d’allenamento di una persona.

L’orologio potrà essere personalizzato, ovvero sarà possibile impostare gli obiettivi che, durante una sessione d’allenamento, devono essere raggiunti da quella persona.
Inoltre, come per ogni buon orologio intelligente che si rispetti, una persona sarà anche in grado di poter ricevere delle notifiche relative ai messaggi o alle chiamate, nonché quelli relativi ai social network.

Il tutto ovviamente in tempo reale, cosa che permette di eviterà di controllare il telefonino, visto che il display dell’orologio permetterà, ad una persona, di poter tenere sotto controllo tutte queste informazioni senza che ci possano essere delle perdite di tempo, in una maniera assai completa.

Ad ogni vibrazione, una notifica comparirà nello schermo dell’orologio, offrendo dunque una panoramica completa e semplice.

Hand Free, l’app per pagare con la voce

Hands Free AppEffettuare un pagamento, al giorno d’oggi, risulta essere molto semplice e piacevole da effettuare come tipologia di operazione: questo perché, grazie alle nuove tecnologie, sarà possibile poter effettuare il pagamento sfruttando il cellulare.
Molti di essi sono dotati di una particolare antenna e chip NFC: si tratta di una tecnologia che consente, ad una persona, di avvicinare il cellulare al pos della cassa e autorizzare il pagamento.

Bastano pochissimi attimi per poter effettuare il suddetto pagamento, cosa che risulta essere appunto rapida, ma vi è un problema: non tutti hanno un cellulare dotato di tale antenna, quindi questa particolare funzione risulta essere esclusiva di alcuni modelli.
Per questo motivo, Google ha deciso di sfruttare le varie difficoltà di moltissimi utenti che vorrebbero pagare con questo metodo ma che non possono, creando un’applicazione che risulta essere tanto semplice da utilizzare che divertente: il suo nome è Hands Free ed a breve potrà essere sfruttata per poter effettuare i suddetti pagamenti senza dover toccare il cellulare con le proprie mani.

Il pagamento vocale

Hands Free, come suggerisce il nome stesso, permette di poter sfruttare il soave suono della propria voce per poter effettuare il pagamento: si tratta di uno strumento che risulta essere abbastanza innovativo, visto che la voce viene utilizzata solo ed esclusivamente per digitare messaggi o effettuare delle ricerche sul web.
Google ha deciso di sfruttare il suo sintetizzatore vocale per offrire, alle persone, la possibilità di poter compiere un’azione che risulta essere abbastanza innovativa, ovvero pagare senza toccare il proprio portafoglio.
Ovviamente però, è bene sottolineare che, questo metodo, risulta essere ancora in fase sperimentale: Google vuole infatti effettuare tutti i vari controlli prima di rilasciare tale programma che, di fatto, renderà il pagamento meno complesso di quanto si possa immaginare.
Ma vediamo ora come funzionerà tale applicazione, cosa che risulta essere nota e che fa aumentare l’attesa per l’arrivo di tale applicazione nello store di Google.

Un metodo semplice per pagare

Per effettuare i vari pagamenti, bisognerà scaricare l’applicazione che funzionerà mediante connessione col pos della cassa: esso potrà essere tramite wifi oppure Bluetooth, a seconda del tipo di connessione che contraddistingue appunto tale apparecchio.
L’applicazione necessita della compilazione del profilo, che avverrà in tempi rapidi: bisognerà creare il proprio profilo dati utente ed inserire il metodo di pagamento prescelto.
Per attivare il pagamento, l’utente dovrà solo attivare Hands Free e pronunciare, con la voce, il tipo di mezzo di pagamento che vuole utilizzare: attualmente, Google ha implementato solo il suo portafoglio virtuale.
Una volta che tale commando viene pronunciato, sul terminale del commerciante apparirà la foto profilo e tutti i dati del cliente: una volta che questo metodo viene accettato e l’identità del cliente accertata, il pagamento potrà essere effettuato e autorizzato.
Tutte le varie transazioni saranno poi riportate nello storico del profilo di Hands Free.

Come fare soldi con YouTube

Come fare soldi con YouTube? Molti, leggendo dei compensi raggiunti da alcuni di coloro che producono video online, partendo dagli oltre 20mila euro al mese di Favij, si saranno sicuramente posti questa domanda. Naturalmente, però, sono pochissimi quelli che riescono a guadagnare cifre alte e la stragrande maggioranza di coloro che postano i loro video sulla piattaforma lo sanno benissimo.
Allo stesso tempo tutti, o quasi, sanno che il guadagno si realizza tramite l’inserimento di banner pubblicitari all’interno dei video. Di conseguenza la domanda da porsi è la seguente: chi fornisce la pubblicità in questione? Anche in questo caso la risposta è abbastanza semplice: a farlo è proprio YouTube, a patto di iscriversi preventivamente alla piattaforma.

soldi con YouTube

Il grimaldello per iniziare a guadagnare è il particolare programma di affiliazione messo a disposizione dal sito, ovvero YouTube Partner Program. Grazie alla sua presenza, tutti coloro che vengono accettati all’interno del programma possono avere accesso ad un serie di funzioni congegnate esplicitamente per generare entrate. Se si vuole guadagnare, insomma, non si può prescindere da questo passo preliminare.
Per poter entrare a far parte di YouTube Partner Program la prima condizione indispensabile è riuscire a realizzare un congruo numero di visualizzazioni. Se i video sono scarsamente interessanti e sono visti solo da pochi intimi, è praticamente impossibile accedere al programma.
Altre precondizioni che contano in sede di valutazione all’atto della richiesta, sono il numero di video caricati sul proprio canale e la rispondenza al regolamento interno approntato dalla piattaforma. Inoltre occorre non infrangere il diritto di copyright, ovvero postare contenuti originali o comunque tali da non ledere le leggi relative al diritto d’autore.
Una volta che si sia accertata la propria rispondenza a queste condizioni preliminari, si può procedere con la richiesta d’iscrizione, che peraltro non comporta alcun costo.

Il punto dirimente è naturalmente quello relativo alle visualizzazioni. Per riuscire a guadagnare effettivamente, occorre disporre di una platea abbastanza ampia e infatti sono pochi coloro che riescono a fare della produzione di video per YouTube un vero e proprio mestiere, mentre la stragrande maggioranza dei publisher si limita ad arrotondare il proprio stipendio. In particolare, le stelle come Favij, per generare i profitti che li hanno resi un vero e proprio fenomeno, riescono a macinare numeri impressionanti, con decine e a volte centinaia di migliaia di utenti che ne visualizzano le produzioni e sono iscritti ai relativi canali.
Per poterlo fare, però, devono affidarsi a strutture in grado di fungere da vero e proprio intermediario con Google, il celebre motore di ricerca che gestisce YouTube. Sono proprio queste strutture a trattare direttamente i dettagli commerciali del particolare contratto che viene stilato tra le controparti, in cambio di una percentuale dei ricavati. Oltre al supporto commerciale, questi network forniscono quello tecnico, il materiale da poter utilizzare all’interno dei video senza violare diritti di copyright e si incaricano della promozione, indispensabile per raggiungere il pubblico.

VIDEO: Come fare soldi con YouTube

Casa-Serra svedese ad energia solare

Casa Serra di Bengt WarneSi parla sempre più spesso di energia solare e molti iniziano ad installare, anche grazie ad incentivi e sgravi fiscali, dei pannelli solari sui propri tetti. L’energia solare è una straordinaria risorsa, che permette, con investimenti tutto sommato contenuti, ed ammortizzabili in tempi medi, di limitare l’inquinamento, abbattere i consumi e in molti casi anche di guadagnare rivendendo l’energia prodotta e che non ci serve per l’utilizzo domestico.

Il fotovoltaico, come detto è una straordinaria risorsa, anzi una vera e propria rivoluzione che ci permette di guardare con maggiore ottimismo al nostro futuro energetico.

Il solare però è solo un tassello di un più ampio puzzle. Sempre più spesso, in particolare all’estero (noi siamo un po’ indietro) si parla di bio edilizia, o di bio architettura.

Una casa “bio” non è solo energeticamente autonoma, ma va molto oltre. Un ottimo esempio di questo nuovo approccio all’edificio ci viene dalla “casa-serra” ideata dall’eco-architetto svedese Bengt Warne. Quest’abitazione è stata scelta come casa da una coppia di Stoccolma che voleva vivere in un edificio ad emissioni zero.

Una scelta come questa ha diverse spiegazioni, in genere chi sceglie case di questo tipo è particolarmente sensibile a due differenti aspetti, quello ambientale e quello economico. Una casa energeticamente autonoma permette di risparmiare energia, e questo si traduce sicuramente in un risparmio economico, ma anche in un concreto aiuto per la tutela dell’ambiente in cui viviamo, e che lasceremo ai nostri figli.

La Nature House, questo il nome dell’originale dimora svedese, è stata realizzata partendo da un vecchio edificio. Anche il riuso di strutture esistenti permette di risparmiare denaro e rispettare maggiormente l’ambiente. La villetta permette condizioni di vita ottimali sia durante la bella stagione che in inverno, quando le temperature in Svezia sono decisamente rigide.

L’architetto Bengt Warne non era alla sua prima casa verde e l’esperienza indubbiamente si nota. Ha progettato un originale involucro di vetro che avvolge, come una serra, la precedente costruzione, L’intervento è costato alla coppia che l’abita circa 80 mila euro, ma permetterà loro di risparmiare sui costi del riscaldamento nei mesi invernali.

La “serra” raccoglie l’energia del sole e la usa per riscaldare la casa, ottenendo una climatizzazione naturale e ad emissioni zero.

La casa dispone poi anche di un impianto di depurazione delle acque reflue e di un impianto per il compostaggio che consente di ridurre i rifiuti e ottenere ottimo terriccio per l’orto.

Le Nature House come questa, realizzate con varie tecniche, sfruttano l’energia solare, ma non solo, e stanno diventando sempre più diffuse ed apprezzate in Svezia e in Germania. La prima “casa serra” fu costruita proprio nei pressi di Stoccolma, nell’ormai lontano 1976, a dimostrazione di quanto nel nord Europa si sia avanti su queste tematiche.